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Care amiche,

ho già avuto modo di raccontarvi l’affascinante storia che portò mio nipote Giuseppe in Giappone per trovare il modo di realizzare le Millefoglie d’Italia con il burro, secondo la ricetta artigianale.

Riuscite a immaginare quanti strati ha una Millefoglie d’Italia?

Vi dò un suggerimento. Partite dai primi tre strati composti da sfoglia, un velo di burro e ancora sfoglia, ripiegateli altre 6 volte e otterrete … ben 192 strati! Ecco quanti sono gli strati delle Millefoglie d’Italia!

E’ quest’opera d’arte pasticcera che conferisce alle Millefoglie la loro friabilità, ed è il burro che ne arricchisce il delicato sapore.

Ricordo infatti che il burro nella preparazione della sfoglia, a differenza della margarina, permette un piccolo miracolo di gusto: si scioglie in bocca, con il tepore del palato. Ecco la bontà unica consentita dalla ricetta artigianale con il burro!

Per usare questo ingrediente, c’è però un piccolo prezzo da pagare.

Già, perché il burro – oltre che più nobile della margarina frequentemente usata per le sfogliatine comuni – è anche più delicato e non ama la luce.

E’ questo il motivo per cui le Millefoglie d’Italia sono oggi “vestite”, con una nuova confezione che le protegge dalla luce e non vanifica tutto l’impegno di mio nipote Giuseppe nel produrle.

Non a caso, il suo motto è sempre stato questo:

 Fare il pasticcere non è un mestiere, è un’arte.

E voi, vi cimentate mai nella preparazione della sfoglia? Fatemi sapere, ci tengo!