Abbiamo detto già molte volte come la cosiddetta arte del ricevere sia in realtà un sapiente mix di regole non scritte e gusto personale.

Ci si può trovare, però, in situazioni in cui i codici di comportamento sono diversi, in quanto figli di culture diverse, geograficamente lontane dalla nostra.

Oggi mi piacerebbe portarvi in un viaggio immaginario, tra usi e costumi a tavola diversi dai nostri.

Cominciamo subito con una località lontana, ma un senso dell’ospitalità che noi italiani conosciamo molto bene…

Vietnam:
Chiunque si presenti sulla soglia di casa all’ora del pasto deve essere invitato a tavola

Cina:
I piatti sono tanti quanti i commensali, ma vengono disposti tutti al centro della tavola, da dove ognuno si serve a piacere

Afghanistan:
L’ospite è trattato come un re: siede più lontano dalla porta, viene servito per primo

Russia:
E’ considerato un complimento all’abbondanza della padrona di casa lasciare un piccolo avanzo sul piatto

Giappone:
Mai riempirsi il proprio bicchiere, ma riempire quello della persona accanto, in attesa che faccia altrettanto

Indonesia:
Prima di accettare la portata che viene offerta, occorre rifiutare due volte, si accetta alla terza

Ovunque si mangi con le bacchette:
Mai lasciarle inserite nel cibo in verticale: è un gesto che rimanda alle tradizioni funerarie, quindi di cattivo auspicio

Ovunque si mangi con le mani:
Sempre usare la mano destra

Se invece la tavola è la vostra, ma sono gli invitati ad arrivare da lontano, ecco qualche regoletta utile:

Commensali di religione ebraica:
Se di stretta osservanza, sarà gradito l’utilizzo di stoviglie e piatti separati per quanto riguarda carni e latticini, come prescrivono le regole alimentari della Torah.

Ospiti giapponesi:
Non turbatevi se mentre mangiate li sentirete aspirare rumorosamente il cibo con la bocca: nella loro cultura è accettabile e perfino gradito!

Ospiti orientali in genere:
Ricordate infine che agli orientali non sono graditi i latticini, quindi evitate cheese cake e tutte le ricette a base di derivati del latte (per molti di loro si tratta di una vera e propria intolleranza fisica).